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 La struttura del “ Il Ponte “ è sita a Carpignago frazione di Giussago (Pv). E' una palazzina composta da quattro  appartamenti bilocali, posta di fronte alla comunità educativa Casa di Camillo, con cui condivide l'usufrutto degli  spazi  esterni, ma che  rimane autonoma per quanto riguarda ogni altra funzione.

 

Gli appartamenti sono collocati in una piccola frazione, un contesto sereno , all'interno di un ambiente protetto, ma thumb internoapp non isolato: Pavia e Milano sono facilmente raggiungibili dalla stazione di Certosa di Pavia che dista pochi km  dalla  struttura. La contiguità con la comunità educativa vuole suggerire una continuità di percorso, ma anche una 
 separazione dal contesto comunitario stesso, uno spazio per elaborare un distacco, e uno strumento per potere rendere la separazione funzionale e proattiva per l'utente, anzichè una frattura o peggio “un salto nel vuoto”. 

 

 Il

 progetto è rivolto a utenti maggiorenni, con alle spalle un'esperienza comunitaria, che necessitino di una ultima fase  progettuale per essere accompagnati all'autonomia, prima di un rientro sul territorio o di un' esperienza  altra. Abbiamo infatti verificato come sia difficile per i nostri utenti vivere l'ultima parte del progetto comunitario  all'interno di una struttura che pur volendo promuovere l'autonomia e la crescita del soggetto, per salvaguardare una dimensione di gruppo e aspetti legati al regolamento interno e la quotianità, fatica a poter integrare le esigenze di ospiti appena inseriti ed altri appunto, al termine dei loro percorso.

 

 I livelli di consapevolezza, i bisogni, spesso anche la differenza di età risultano non semplici da integrare e talvolta  questo obiettivo sacrifica l'esigenza di sperimentarsi  rispetto ad una progettualità individuale che contrasta con  esigenze legate al contesto. Permane per gli utenti a cui è destinato questo progetto, l'esigenza di uno spazio di  continuità con il quanto precedentemente vissuto,  in cui possano essere rinforzati e verificate potenzialità e limiti attraverso una presenza educativa significativa. “Il ponte” rappresenta appunto un momento  passaggio , di breve durata, che permette di consolidare gli apprendimenti acquisiti durante il precedente percorso e sperimentarsi senza la necessità di stimoli continui da parte degli operatori , vissuti ad un certo punto come sterili e rindondanti. All'utente si chiede una presa di responsabilità maggiore rispetto alla progettualità individuale, offrendo in cambio una tutela importante rispetto ad alcuni aspetti di evidente fragilità che ancora permangono.

 

 Gli operatori si ripromettono difatti di esercitare una funzione di controllo e verifica riguardo l'uso di sostanze, gli  orari di rientro, il rispetto delle attività, il rapporto con la famiglia ed i Servizi invianti.

 

 

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